La puzza di formaggio del vicino

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Gli odori del cibo credo siano quelli più difficili da definire, anche perché sono strettamente legati ai gusti di cui sono evocativi.

Malacopia_PuzzadiFormaggio_FORMAGGI-PRUNOTTOPrendiamo il formaggio: c’è chi l’adora e, quindi, l’odora; c’è chi associa il formaggio (nella specie, il pecorino o il gorgonzola) all’olezzo di calzino stagionato in scarpe da ginnastica. Allo stesso modo, c’è chi si bea dell’aroma di un barbecue che proviene dalla terrazza del vicino (invidia!) e chi, invece, è infastidito o addirittura disgustato dall’odore di peperoni che si diffonde sul pianerottolo (e che spesso perdura e si ripropone ad orari improbabili).

Ecco, io appartengo alla prima specie, quella che vivrebbe sniffando e che trova gustoso quasi ogni odore di cibo. Per questo motivo, quando un giorno ho trovato sulla porta della Chiesa Evangelica Cinese, che sta proprio sotto di me nel condominio in cui abito, la scritta “oggi sagra del tortellino”, dopo aver pensato che le strade della divina provvidenza passano per via dell’integrazione, ho subito immaginato il buon profumo di brodo che avrei sentito di lì a poco in terrazza. Purtroppo, la mia immaginazione è stata smentita dall’odore di fritto, che parlava mandarino e ripeteva “involtini primavera e ravioli di gamberi”. Non devo spiegare la differenza che passa tra il raviolo fritto e il tortellino emiliano, no?! Che, poi a me piacciono entrambi per cui chissene! Se non fosse stato che metà dei condomini hanno fatto il diavolo a quattro per la puzza di cui si erano impregnati i panni stesi! E per poco l’odore di “tortellino fritto” non si è trasformato in un casus belli

Malacopia_PuzzadiFormaggio_anticaomaC’è da dire che i problemi di liti tra vicini per puzze reciproche risalgono a molti, molti anni fa. Riferisce il giurista Ulpiano (D.8.8.8 5-7) che un tale di nome Cerellio Vitale (Valerio, è parente a te?!) viveva nel I secolo d.C. a Minturno (in provincia di Latina, vicino Formia) sopra una taberna casearia (una fabbrichetta di formaggi, oggi diremmo). Stufatosi della puzza che gli saliva in casa giorno e notte e che appestava probabilmente il suo bucato, decise di rivolgersi ad un famoso avvocato del tempo nonché giurista, Aristone. Questi gli disse che Cerellio non poteva lamentarsi se il formaggiaio fosse titolare di una specifica servitù (cioè il diritto per cui il proprietario deve sopportare qualcosa che fa qualcun altro – per esempio il passaggio sul proprio terreno), una servitù di immissioni di fumi; diversamente, in mancanza di una servitù, il nostro povero Cerellio, per gli amici “l’affumicato”, faceva bene a perdere la pazienza e, per ottenere ragione, poteva rivolgersi al pretore, il quale avrebbe potuto impedire al casaro l’attività di lavorazione dei formaggi e, quindi, di produrre la sgradevole puzza.

Malacopia_PuzzadiFormaggio_tabernacaseariaOra, il formaggiaio di Minturno produceva fumi ma faceva il proprio lavoro, quindi la sua “eau de fromage” non era creata allo scopo di disturbare. Tuttavia, l’arte di molestare volutamente con proprie puzze il prossimo, soprattutto se vicino di casa, era un passatempo ben radicato già nelle prassi condominiali di epoca romana. Un altro giurista, Giavoleno (D. 47.10.44), racconta che il proprietario di un edificio inferiore aveva affumicato senza utilità e, quindi, per dispetto l’edificio superiore. Questa immissione doveva essere considerata illegittima in quanto fatta al solo scopo di molestare ed era perciò perseguibile attraverso un’azione penale.

Questi due episodi costituiscono i precedenti che hanno portato all’attuale disciplina del nostro codice civile, che all’art. 833 vieta al proprietario di compiere atti al solo scopo di nuocere o recare molestie al proprietario vicino (i cd. atti emulativi). Malacopia_PuzzadiFormaggio_BBq2Le immissioni semplici sono invece disciplinate dall’art. 844, che prevede che non possano essere impedite se queste non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi. Il che vuol dire che se mi produci formaggi in pieno centro a Bologna, ti impedisco, eccome! Ma se li produci in zona industriale, lo puoi certamente fare e con limiti di tolleranza maggiori rispetto a quelli che vigono in zone abitate (ma se sei in una malga in montagna, ancora meglio!).

Quindi, attenzione a non esagerare con le puzze di casa. Se vuoi farti la ricottina per la tua dieta estiva, va bene, ma non produrne in casa ricotte per tutta la scuola di yoga. Fallo pure il barbecue per gli amici, ma non invitare tutta la curva sud di San Siro, ok? E, soprattutto, evita i dispetti perché se esageri con i fumi ma senza intenzione di molestare allora commetti “solo” (si fa per dire) un illecito civile, ma se lo fai perché sei stronzo, rischi anche il penale: l’art. 674 cp. punisce con l’arresto fino a un mese e una sanzione fino a 206 euro chi per offendere, imbrattare o molestare provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo.

Noi stiamo con Cerellio, chiaro? 🙂

Marco Melluso per malacopia

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2 commenti

  1. Giu Sa 29 Giugno 2015 at 16:26 - Reply

    Marco, mi hai fatto venire in mente che anni fa un mio cliente fu denunciato alla Procura ed anche all’Ufficio tecnico Comunale perchè la sua canna fumaria “impuzzoliva” il bucato di una sua vicina. Lo difesi così bene che vinsi tutto…sia al Tar che al Gip….e quando il cliente passò in studio per sapere come erano andate le cose mi disse: “avvoca’…ti piace il pesce?” pensai volesse regalarmene (tipica usanza dei clienti del sud) ed io “Si, abbastanza!” La replica fu: ” allora sabato a pranzo grigliata mista a casa mia….visto che la vicina fa il bucato ogni sabato mattina!”

    • malacopia 29 Giugno 2015 at 17:54 - Reply

      ahhaha grazie Giusi!!! 🙂 Sto ancora ridendo!!! 🙂

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