Il pranzo dei tre porcellini

malacopia_mesetematico_stefanocortini_maceriequad3Tanto tempo fa nella foresta incantata vivevano tre appaltatori, noti in tutti i reami fatati per la loro spietatezza e il loro torbido modo di gestire gli affari. I loro veri nomi erano dimenticati da tempo e ora tutti li chiamavano semplicemente “i tre porcellini”.

Un giorno i tre si trovavano a discutere dei nuovi appalti in arrivo nella foresta.

«Fratelli, buone notizie» esclamò giulivo il maggiore dei tre, dopo una bella mangiata nel trogolo. «Sono riuscito a ottenere un appalto per la costruzione del nuovo campus universitario. Il controllo qualità lo famo con l’ingegner Talponi, come al solito. Ho anche trovato il nuovo materiale da costruzioni ideale».

«E sentimo, quale sarebbe?» chiese con aria interessata il fratello medio dopo un sonoro rutto, che fa fine, soprattutto a tavola.

«La paglia!» un attimo di silenzio e i tre fratelli iniziarono a ridere di gusto.

«No, sul serio tutti se so’ bevuti ‘sta porcata?» il piccolo rideva accompagnandosi con sonori peti.

«Beh, con un aiutino de 50.000 euro sottobanco se bevono pure ‘o sterco ‘e maiale! E poi… dai!Se tante volte succede qualcosa, ci pensate a quanto tiriamo su con la ricostruzione?»

Il medio, asciugandosi le lacrime e il naso nella tovaglia, tra una forchettata di tagliatelle al tartufo d’alba e l’altra prese la parola: «Io invece credo che stavolta, magari, possiamo prova’ a falla meno cafona, soprattutto dopo l’inchieta “foresta capitale”. Io propongo de usa’ ‘a legna».

«E no!» esplose il maggiore. «Te l’ho già detto, niente bioedilizia, che poi ci prende la mano e finisce che dobbiamo fare le cose bbene!»

«Ma che hai capito? Mica legna buona!! C’ho er cugino der mio amico che ha ‘sta partita di truciolato che non sa che farsene. Si chiama riciclo creativo».

«GENIO!» rispose il maggiore. Poi, pensandoci: «Ma che ci devi fa’?».

«Ci facciamo le fondamenta del nuovo orfanotrofio. Tanto, pure che succede qualcosa, chi vuoi che si lamenti… I genitori?!?». E giù tutti a ridere.

Mentre i tre si davano alla pazza gioia, arrivò la segretaria del fratello maggiore.

«Vostra eccellenza, abbiamo un problema. Il Magistrato Lupo ha deciso di aprire un’indagine sulla vostra ditta. L’hanno chiamata “operazione soffione”».

Il magistrato Lupo era uno degli animali più temuti nella foresta incantata. Aveva risolto brillantemente tante storie torbide, ad esempio aveva smantellato la tratta delle principessine.

«E mo che facciamo?» chiese il piccolo spaventato. «Quello quando morde, non molla mica» disse asciugandosi il sudore con un fazzoletto.

«Ci dobbiamo inventare qualcosa» disse il medio. «E in fretta. Io c’ho in ballo n’appalto per l’ospedale pediatrico. Lo voglio fare col pongo e se mi fermano tutto è un casino!»

I tre si guardarono con attenzione.

«Uno scandalo pedo-pornografico?» suggerì il piccolo.

«Uhmm no. E poi basta patteggiare, paghi 1800 euro, te fai n’anno de gabbio e la gente si dimentica» argomentò saggiamente il maggiore. «Ci vuole qualcosa di diverso.»

«Collusioni mafiose?» propose il medio.

«Eccapirai» obiettò il piccolo. «In parlamento c’è più mafia che ‘e rane nello stagno. È come dire che l’acqua è umida.»

In quell’istante la segretaria del medio entrò trafelata nella sala.

«Perdonatemi signori, ma il Magistrato Lupo ha deciso per lo smantellamento dello studentato…».

I tre fratelli restarono sgomenti. «Anvedi st’infamone» esclamò il piccolo. «Dobbiamo fare qualcosa. Non è che adesso arriva qui il figlio di Mazinga a romperci i cojoni!»

Fu allora che irruppe col fiato corto anche la segretaria del piccolo.

«Eccellenza! Eccellenza! Il magistrato Lupo ha disposto lo stop per la costruzione dell’orfanotrofio!»

«Nooo! La nostra banca organi!!»

Il Fratello maggiore sorrise. «Ci sono!». Bevve una sorsata di vino e ruttò sonoramente. Fece segno agli altri di ascoltare, poi riprese: «Fratelli miei, viviamo nel paese fatato. Qui tutto può succedere. Vecchie pazze armate di bacchette che soddisfano desideri a cazzo, antropofagia, segregazione razziale. Ma una sola cosa scuote l’opinione pubblica come poche: il maltrattamento di minori e gli attacchi alla chiesa. Sto già in contatto con il cavalier Sorriso. Mi ha già fatto confezionare un paio di servizi ad hoc su quanto il malvagio magistrato abbia costretto dei poveri orfanelli a vivere al gelo con l’inverno che arriva. E ora state tranquilli e mangiamo, che si fredda».

«Tu ne sai una più del diavolo!» disse il fratello medio con ammirazione.

«È per questo che dirigo io l’azienda di famiglia dopo che Papà è morto in quello strano incidente con il pianoforte» disse il maggiore pulendosi l’orecchio con l’unghia del mignolo.

Malacopia_FiabeDalDiDietro_copDieci giorni dopo quel pranzo, scoppiò lo scandalo. I giornalisti dedicarono titoli e titoli e titoli al magistrato Lupo, quel malvagio che assiderava gli orfanelli.

La betoniera del fango dei tre porcellini era partita e a nulla servì l’appello della minoranza intellettuale. Il magistrato Lupo, nonostante i numerosi meriti passati, venne spedito in una sede dispersa tra i monti vicino a Mordor. E nessuno ne seppe più nulla.

La favola insegna che fare il costruttore o l’appaltatore nel paese fatato è facile. Devi solo banchettare con la tua anima.

Francesco Castiglione per malacopia

Illustrazione di Loris Dogana

About the Author:

Detto anche “Franz”, “ehi tu idiota” e “Giuda maledetto”. Nasce in una data coperta da segreto istruttorio. Dopo una maturità classica decide di studiare all'estero. Sbaglia meta e finisce a Ferrara a fare medicina. È appassionato di cose antiche, fumetti e molto altro, ma sempre con attenzione transitoria.

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