Il Boudoir della Regina – Sanremo 2017 edition

[LE PAGELLE DELLA REGINA]

Voto 1: al buontempone che ha avuto l’idea di invitare Marìca Pellegrinelli (attenzione all’accento per favore, che altrimenti ci bacchetta) tra le super ospiti. Mi sembra di sentirlo, il colpo di genio: “Dunque, diamo un segnale di meritocrazia, facciamo vedere come la parità di genere sia alla radice di questo festival… Invitiamo qualcuno che abbia un cv di tutto rispetto, la cui unica voce degna di nota sia l’essere moglie di qualcuno…”. Il prossimo anno, previsto il marito di Angela Merkel. Per equità.

Voto 2: ai vestiti, tutti. Da quando abbiamo smesso di vestirci bene per le occasioni importanti? Da quando ci è sembrato lecito abbigliarci in prima serata nazionale come se stessimo andando a un supermercato, corsia dei surgelati, il giorno dopo la fine del blocco sovietico in qualche parte sperduta nella steppa?

Voto 3: alla carità pelosa. Il prossimo anno il super conduttore lo paghiamo con i voucher. Già, perché lo spettacolo indegno dei voucher, quello che vediamo ogni giorno, lo tolleriamo, mentre Sanremo risveglia in noi quella compassione sinistra per cui chi è ricco non deve essere pagato, pure se lavora onestamente; e nel malaugurato caso in cui fosse pagato, che volgaritè, deve sbandierare pubblicamente di fare beneficenza. Ma uno avrà il diritto di essere ricco, lavorare e diventare ancora più ricco, decidendo privatamente cosa fare con i propri soldi?  

Voto 4: a Caterina Balivo. La nota (!) conduttrice televisiva afferma che la Leotta, se vuole parlare di molestie sessuali, non può farlo vestita nel modo in cui lo ha fatto. Sono certa che la stessa Balivo fosse tra quelle pasionarie che (giustamente) criticavano la Cassazione quando questa stabilì che, se ti vesti un po’ provocante, forse te la cerchi. Perché il vestito della Leotta era corto assai sulla pancia, ma la memoria della Balivo ancor di più. (Comunque me la immagino la nostra Caterina, tutti i giorni ad approfondire la Critica della Ragion Pura con maglia a collo alto e pantaloni di flanella.)

Voto 5: a Virginia Raffaele che imita Sandra Milo. Saper imitare altre donne è certamente arte difficile, saper fare anche la signora un po’di più. Sandra non lo meritava, ecco.

Voto 6: ad Al Bano. Per il coraggio di riprovarci sempre. Di roooooooseee e di spineeeeeeeeeeeeeeeeee.

Voto 7: a Ricky Martin, che ci ha ricordato quale sia il modo migliorare per attirare l’attenzione di una donna: non essere interessato. Tale non interesse, negli anni, deve essere stato impiegato nell’approfondire una certa tecnica di bacino, che sul palco dell’Ariston viveva di vita propria. 

Voto 8: a Maurizio Costanzo. Maria è stata una svergognata a baciare tutti quegli uomini in diretta. Soprattutto perché a Maurizio, tutti quei baci, non glieli avrà mai dati in una vita intera.

Voto 9: a quelli che, fieramente, dichiaravano di non guardare Sanremo, come massimo gesto rivoluzionario contro il sistema. Improvvisamente, persino l’opera omnia di Fantozzi si ergeva a caposaldo del canone estetico occidentale. Io vi voglio tanto bene, davvero.

Voto 10: Tina Kunakey. La bellezza non ha mai bisogno di giustificazioni, ma nel caso, che siano almeno credibili. La 19enne ha ammesso, molto saggiamente, di avere sentore di essere stata invitata come super ospite non per le sue grazie (peraltro innegabili) ma in quanto fidanzata di un certo Vincent Cassel. Il Re è nudo, ma la Regina si è rivestita di gran carattere. Brava.

La Regina

Martina Del Castello per malacopia

By | 2018-03-02T12:55:31+00:00 febbraio 13th, 2017|Canzoni, Eleganza, Fashion, Glam, Il boudoir della regina, Multimedia, Sanremo, Serie Tv, Social network, Spettacolo|nessun commento

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About the Author:

Regina a tempo pieno e assaggiatrice di Sacher Torte part-time. Dottoressa di ricerca in cose noiosissime e un fugace passato nella moda. In cerca del proprio posto nel mondo, si diverte a fare l'appesa come nei Tarocchi: scova significati a testa in giù, ma compensa con la frivolezza di un tacco 12 ai piedi. Schiena dritta e incisivi distanti, scrive sorseggiando tè.

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