Estensioni di Gabbiani nel Tempo – parte terza

 
Terza ed ultima parte del racconto diviso in tre parti con tre protagonisti: Alessandro, Francesca e Martina.

Chi si fosse perso la prima o la seconda parte di questo special non disperi: qui su malacopia le puntate precedenti si possono rivedere sempre!

Buona visio…ops…

…buona lettura!

malacopia

Alessandro: La prima volta che vi ho visto Martina lesse “Death by Water” da “La Terra Desolata” di T.S.Eliot mentre Francesca alcuni lavori di Brecht.. quali altri poeti ritenete fondamentali per la vostra crescita umana e stilistica?

Francesca: I primi che ho amato alla follia, studiandoli a scuola, sono stati Catullo, Dante, Foscolo, Leopardi e Ungaretti. Più avanti, mi sono innamorata di John Donne, Charles Bukowski, Edgar Lee Masters, Cesare Pavese, Sandro Penna, Antonia Pozzi, Anne Sexton. I poeti che mi hanno davvero segnata sono Baudelaire, che ho tradotto, e Massimiliano Chiamenti, che ho avuto la fortuna di conoscere.

Martina: Ho un rapporto mutevole e talvolta anche contrastante con molti poeti che ritengo per me fondamentali, sono una di quelli che vivono la relazione in modo personale, e vado a periodi. Insieme a Eliot ci sono, in ordine sparso, casuale, incompleto e in costante evoluzione: Magrelli, Pozzi, Valduga, Porta, Giudici, Pessoa, Blake, Rimbaud, Thomas, Dickinson, Bukowski, Baudelaire, Ungaretti, Pavese, Salvia… E tutti i poeti con cui ho una frequentazione e degli scambi reali, di crescita umana e stilistica, oltre che immaginata, come quelli citati.

Alessandro: Ora riassumete in tre righe le emozioni che vi generano i versi l’una dell’altra.

Francesca: Martina mi solleva da terra con dolcezza, mi fa girare un po’ la testa e quando questa sensazione passa metto a fuoco il mio sguardo sulla realtà e la vedo in modo diverso, scopro vividi dettagli di cui non sospettavo l’esistenza, e a volte mi ritrovo dentro un quadro, magari un Dalí o un Picasso.

Martina: Il suo mettersi a nudo è darci la possibilità e la responsabilità di fare altrettanto. Leggere i suoi versi è come trovarsi in una stanza piena di specchi. Ogni specchio riflette qualcosa di se stessi, del mondo, delle proprie proiezioni. Una volta che lei ci pone davanti a questi specchi sta a noi. (Ops! Sono tre righe e mezzo!)

Quindi, l’imperativo è: andate a cercare queste due affascinanti voci.. e, credetemi, non è così difficile. Le potrete trovare quasi tutti i martedì in via Santo Stefano da Vino al Vino, insieme ad altri poeti tutt’altro che estinti e che hanno deciso di fare una cosa oltremodo démodé, in un millennio come questo che sembra conoscere solo la versione virtuale di se stesso. E così insieme a Martina e Francesca potrete trovare gli altri buontemponi del Gruppo 77:

Alessandro, Rodolfo, Rita, Monica, Roberta, Valentina, Isabella, Leila, Stefano, Gabriele e Nicola.. e se sarete fortunati, ma davvero tanto fortunati.. troverete anche me!

Alessandro Brusa, for malacopia

By | 2018-03-02T12:59:55+00:00 maggio 7th, 2013|Interviste, Poesia, Tutte le categorie, Write-up|nessun commento

About the Author:

Nasce a Imola nel '72 per trasferirsi a Bologna e laurearsi nel '96. Fa del detto parla come mangi il suo stile di vita diventando scrittore, poeta e gnatologo. Il Cobra e la Farfalla è il suo primo romanzo... stay tuned for more.

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