Malacopia_cane_1Che la petmania imperversi su FB ormai è cosa evidente, anzi, direi addirittura conclamata. Video di cani che parlano, gatti che giocano con le gazze e che girano per casa sui robot aspirapolvere, un leone che riconosce nella savana il compagno umano che lo ha cresciuto e lo abbraccia, e poi delfini, manguste, macache fuscate, scimpanzé col culo arrossato, iguane con la crestina da upupa e chi più ne ha ne metta. Per non parlare poi delle foto, tenere, simpatiche, divertenti, a cartoon, a meme, con frasi e senza. Malacopia aveva già sguinzagliato la sua terribile inviata maronglassè, che aveva denunciato gli “orribili crimini” che si consumano ai danni degli animali ad opera dei padroni fotografari-compulsivi (si tratta di una sindrome inventata negli anni ’80 dagli orientali in viaggio premio nelle città d’arte, che ora si diffonde viralmente a causa di un batterio ribattezzato Instagram). Ma quello che si è inventata la piccola Penelope ha del geniale ancor prima che del tenero.

Malacopia_cane_2Cos’è successo? Beh il fatto è presto detto. Il vecchio scontro generazionale che divide figli da genitori e che trova la sua massima espressione nella frase: ‘Papà, per regalo quest’anno vorrei un cane (una volpe, uno squalo, un serpente corallino o un cercopiteco non importa, fate voi)’ ha assunto in questo caso proporzioni del tutto inaspettate. Se il padre in questione non è il Gianni Morandi di “Sei forte papà“, che diceva sempre di sì, e se la risposta di questo padre, invece, è sempre la stessa (‘No, amore, mi spiace, poi ci penseremo più avanti, magari come regalo per la tua laurea’), cosa può inventarsi la bimba (figlia, peraltro, di un regista col passato da copy) per convincere l’ostinato nemico?! Semplice: pensa alla buona vecchia tattica di guerra dell’assedio e gli dissemina la casa di pizzini moderni (leggasi: post-it colorati con messaggi semplici ma in realtà velatamente mafiosi) con la scritta ‘CANE’. ‘Cane’ sulla tastiera del pc, ‘cane’ sulla specchiera del bagno, ‘cane’ sul frigorifero e ‘cane’ anche sul rubinetto dell’acqua, sul deodorante, sulla camicia, sullo zoom della macchina fotografica, sul mouse!!!

Malacopia_cane_7Ma la storia non finisce certo qui. Perché il papà, ignaro della bomba che lui stesso sta per innescare, decide di pubblicare con la tenerezza divertita, che solo un padre sa avere, le foto dei pizzini della figlia. E qui… si scatena l’inferno. Gli amici (e che amici!) di papà decidono di sostenere le rivendicazioni dell’adorabile e geniale furbetta e di veicolare in tutti i modi possibili il messaggio “cane”. Agiscono prima alla spicciolata, striscianti e mimetizzati, poi si precipitano in massa. Ed ecco che per intere settimane i cari amici ti bombardano la bacheca con post, foto, video, racconti, aneddoti che in maniera più o meno chiara fanno riferimento all’amico peloso a 4 zampe. Malacopia_cane_3E poi, proprio come a risiko, la guerra dilaga in tutto il web e arrivano i rinforzi: bimbe piccole con la scritta “cane”, due con la scritta “ma… gatto?” per mettere zizzania, signore orientali al ristorante giapponese con la scritta “cane” (evito facili battute sul ripieno dei ravioli a vapore!), selfie di cani, svendite di cucce per cani, la scritta Hollywood sostituita con la scritta “cane” così come la stessa scritta compare sul ciak (qui, evidentemente, qualcuno gioca duro e cerca di colpire il padre nel proprio orgoglio di regista!).

Comunque, le operazioni di guerra sono tuttora in corso. Fonti ufficiali smentiscono le voci di un padre esasperato che avrebbe avviato la trattativa attraverso i canali diplomatici, nel tentativo disperato di conservare almeno il proprio posto nel letto matrimoniale. Il cattivo resiste, la nostra eroina non demorde e, con lei, tutti i suoi innumerevoli alleati. Vi terremo aggiornati!

Malacopia_cane_5Da tutto ciò, possiamo trarre alcuni preziosi insegnamenti:

– innanzitutto, che, durante le guerre, le battaglie più efferate si giocano in casa;

– che i figli spesso ti rendono la vita impossibile, ma di questo si erano accorti già Adamo ed Eva;

– che i padri sono irrimediabilmente testardi;

-che il DNA non è uno spritz-campari e le belle idee, spesso, si possono trasmettere di padre in figlia;

– che gli amici, quando meno te l’aspetti, possono sferrarti colpi bassi (aspettateli!);

– che il web, su cui non si trovano solo idiozie ma anche cose divertenti, non è, però, un gioco del tutto innocuo: quel che si scrive o posta ti si può anche ritorcere contro. 🙂

Malacopia_cane_4Come andrà a finire? Restiamo tutti col fiato sospeso. Riuscirà la giovane Penny a stanare il padre dalla sua inespugnabile roccaforte? Noi, che siamo neutrali (si fa per dire!), alla piccola Penny diciamo: “Brava, ottima idea, tieni duro e daje ai fianchi!. Un consiglio: Penny, tesoro, prova a dirglielo a papà che tra cinefilo e cinofilo ci passa solo una misera, insignificante vocale! E se non molla, ti regaliamo in esclusiva un’arma che può rivelarsi vincente. Ecco la prova che, un tempo, il tuo NEMICO amatissimo aveva un cuore: la foto qui sotto lo ritrae in gioventù col suo cane Mario”.

Al nostro carissimo amico Corrado possiamo solo dire, citando gli antichi romani: “Cave canem!”.

cinofilamente vostro

Marco Melluso per malacopia

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