Terrestri: istruzioni per l’uso – Viaggi 3

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Malacopia_Terrestri_Giussani.copCampeggio

Una sottospecie di auto ma molto più grande e con un modulo abitativo incorporato è il camper. Ne esistono di due tipi, uno da utilizzo su superfici solide (semplicemente camper) e uno per utilizzo su superfici liquide (yacht).

Il camper sarebbe indubbiamente il miglior mezzo per visitare i paesaggi di Terra godendo degli spazi più incontaminati e riuscendo a isolarsi. Peccato che la maggior parte degli Uomo-camper applichi  anche qui l’abitudine dello spostamento di massa, caricando tendenzialmente il veicolo con accessori per sentirsi comodo come a casa e ammassandosi nei parcheggi come sentisse il bisogno di stare a ridosso dei suoi simili. 

Mare e crociere

Il concetto di massa da vacanza torva la sua più curiosa applicazione nella pratica della crociera. I mari terrestri occupano il 71% della superficie del pianeta e rappresentano un’opportunità per isolarsi approfittando della quiete che solo le albe e i tramonti di questo pianeta azzurro riescono a offrire. Quasi ogni creatura nell’universo è sensibile a questi spettacoli, le cui immagini sono spesso utilizzate dai pubblicitari nei momenti in cui, perfino loro, provano emozioni.

Questa immagine è valida anche per la crociera. Uomo si imbarca su grandi navi non fatte per volare ma solo per galleggiare. Queste navi prendono il largo toccando vari porti secondo un orario e uno schema da produzione industriale. Queste navi sono impianti di molti piani dove il tempo scorre scandito dai pasti e da attività di bordo come ballare, assistere a spettacoli, giocare, cercare di accoppiarsi con altri esemplari di Uomo per sopravvivere alla noia mortale che spesso queste navigazioni di massa comportano. Per visualizzare una nave da crociera terrestre, immaginate un formicaio gigante bianco con le fiancate riempite di prese d’aria. Ogni presa d’aria è venduta come una veduta sul mare, evocando nell’immaginario la scena di romantici tramonti isolati. In realtà, ogni finestra che incornicia il paesaggio è uguale a migliaia di altre finestre tutte uguali e vicine tra loro.

Siamo certi che questo è un espediente dei terrestri per non rimanere soli. Ne deduciamo che a Uomo incuta timore il non sentirsi continuamente circondato dai suoi simili. Per meglio sconfiggere questo timore costruisce questi formicai galleggianti sempre più grossi e pieni di attrazioni. Il contrasto tra la quiete del tramonto da una delle finestre e la confusione degli spazi dedicati alle feste non è facilmente spiegabile nello stesso viaggio.

Villaggi turistici

Quello che sul mare succede con le navi, sulla terraferma avviene nei villaggi. Il tema del villaggio è molto controverso anche su Terra. Un villaggio è più o meno paragonabile a una delle nostre colonie minerarie al cui interno ci sono gli alloggi con qualche comfort mentre all’esterno c’è una landa desolata. Nel caso in cui intorno ci fosse qualcosa da visitare, a Uomo non è dato conoscerlo perché troppo impegnato con le attrazioni e le animazioni a cui è obbligato partecipare all’interno del villaggio. Chiedete a Uomo medio cosa c’era attorno al villaggio dove è stato in vacanza e probabilmente vi sentirete rispondere che non ha avuto tempo per uscire a causa delle animazioni che c’erano al suo interno.

Montagne

Per possibilità di isolamento, le montagne sono l’equivalente del mare mosso perenne. C’era un tempo in cui Uomo le fuggiva, attraversandole il più velocemente possibile nella convinzione che fossero pericolose e sedi di chissà quali creature mostruose. Se oggi potessero, probabilmente sarebbero le montagne a scappare da Uomo, che le ha trasformate in contorni di autostrade e formicai giganti.

Fortunatamente sono rimaste incontaminate le aree più difficilmente raggiungibili. Gli Uomo che frequentano le montagne sono di tre sottospecie: invernali, estivi e misti.

Gli estivi sono gli Uomo che le montagne le camminano. Si muovono su sentieri e si spostano da una montagna all’altra facendo tappa in case isolate denominate “rifugi”. All’interno dei rifugi la vita è spartana più o meno come su una nave mineraria, dove è buona cosa abituarsi a rumori notturni di varia natura, quasi tutti di origine biologica. Questa sottospecie è comunque quella più attenta nei confronti dell’ambiente che frequenta.

Gli invernali sono per lo più scivolatori sulla neve, o più comunemente sciatori. Gente che ha fretta di scendere dalla montagna per poi risalire per poi riscendere per poi risalire e via così finché il sole è tramontato. In qualche caso anche dopo perché probabilmente per qualcuno non si è consumata abbastanza energia per far funzionare gli impianti di risalita, così se ne può consumare ancora di più per illuminarli la notte.

Per scivolare sulle montagne la neve è indispensabile, ovvio. ma Uomo sta facendo di tutto per surriscaldare il clima globale così c’è sempre meno neve naturale e per gli sciatori si crea quella artificiale. Il costo ambientale della neve artificiale dipende da quanto Uomo è accorto nell’accumulare acqua in estate per diffonderla in cristalli in inverno. Per scivolare sulle montagne, gli alberi sono un impiccio risolto radendo al suolo foreste colpevoli di essere cresciute su futuri parchi divertimento per scivolatori, molti dei quali sono convinti che la fotosintesi clorofilliana sia un’app di fotografia botanica. 

Anche la montagna è spesso scelta per la sua dimensione di quiete e isolamento. Questa opzione individuata da alcuni Uomo si contraddice appena le tribù di Uomo-festa creano grandi riunioni con musica a tutto volume. Essendo questi ultimi la maggioranza, è evidente dunque che a Uomo non piaccia davvero la quiete e faccia di tutto per creare condizioni che riproducano il rumore delle città da cui proviene, rendendo vano l’essersi trasferito in ambiente selvaggio.

Per dare un senso a tutto questo, i nostri studiosi sono giunti alla conclusione che Uomo abbatta alberi, costruisca formicai, produca rumori assordanti, illumini le montagne di notte solo per contrastare una specie in particolare che evidentemente ritiene una minaccia per la sua esistenza. Incrociando le informazioni, i nostri ricercatori hanno individuato questa specie in quella da lui denominata Scoiattolo. Non essendoci chiari i motivi della pericolosità, vi raccomandiamo la massima attenzione e per vostra comodità vi forniamo un identikit della minaccia.

…Grüezi a voi!

Stefano Paolo Giussani per malacopia

About the Author:

Da Monza. Ha fatto (anche) le medie e ci sono prove che non ne sia ancora uscito. Scrive ed è in regola coi sacramenti terrestri. Inspiegabilmente, gli hanno dedicato una voce su wikipedia (it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Paolo_Giussani) sulla quale si avvale della facoltà di non rispondere. Cammina molto, pedala assai e si premura di differenziare tutto, ma morirà schiacciato da un meteorifiuto indifferenziato alieno.

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