Paura, per tutti ma non per Uomo

<segnalata tra i 31 (leggasi trentuni) dicembri e gli 1 (uni) gennai>

Malacopia_Terrestri_Giussani.copC’è una notte dell’anno terrestre in cui Uomo concentra più esplosioni che in tutte le altre 364 impiegate dalla Terra per girare attorno alla sua stella, Sole. Il tutto senza essere in guerra. Almeno non in una guerra dichiarata. Perché per tutti gli altri esseri viventi del pianeta, questa notte è peggio della guerra, visto che scambiano il cumulo dei botti per una sciagura, cosa che in effetti è per ogni mente evoluta.

Non bastasse, nella stessa occasione il sistema provoca consumi di fiumi di bevande e razioni di cibo pagato a prezzi che normalmente Uomo, non potendoseli permettere, non accetterebbe mai.

A rotazione, in ogni settore in cui è diviso il pianeta (fusi), Uomouomo e Uomodonna partecipano a feste indossando vestiti mai usati prima e che probabilmente non useranno più per un altro anno. Dai colori vivaci, si direbbero ideali per gli addetti al parcheggio delle astronavi sui pianeti delle nebulose, mentre le scollature degli Uomodonna sarebbero adatti solo ai climi degli asteroidi tropicalizzati. Qualcuno usa anche cospargersi di brillantini, a loro piace per distinguersi, anche se voi li scambiereste per uno dei catarifrangenti usati per i sistemi di aggancio delle stazioni orbitali.

Di tutto questo, che farebbe scattare i massimi livelli di allerta nella maggior parte dell’universo, quasi ogni esemplare di Uomo non solo non è timoroso, ma è anche orgoglioso. Si ritiene l’evento sia più di successo quanto più spari botti, mangi smodato, indossi vestiti evidenti e sia pronto ad agganciare moduli delle stazioni orbitali.

Qui su Terra chiamano questo insieme di catastrofi Capodanno.

Pur essendo una vera sciagura per Terra, i terrestri la festeggiano ogni volta che il loro pianetino compie un giro completo intorno alla stella. Chiedete a un indigeno locale da quando hanno iniziato a festeggiare e cosa festeggiano esattamente, e otterrete due momenti:

  • momento 1 – occhio vitreo, sinapsi momentaneamente in crash, sguardo puntato verso la costellazione di Orione; non sapendo la collocazione esatta di Orione, ma neanche l’approssimativa, il terrestre medio guarda in alto a caso, perfino se si trova nell’emisfero sbagliato.

  • momento 2 – resosi conto dell’impossibilità di collocare Orione, e soprattutto dell’inutilità del gesto, trovandosi comunque fuori mano e lontano dalla discoteca dove Uomo intende passare Capodanno, il terrestre vi inviterà ad andare con lui.

Non preoccupatevi se non avete fatto in tempo a mimetizzarvi in corpo terrestre. Riceverete un sacco di complimenti per il travestimento da marziano (loro continuano a credere che Marte sia abitato e noi altri si arrivi da lì), anche se qualcuno vi rimprovererà comunque di essere poco credibile. Alcuni vi faranno perfino notare di aver visto in giro vestiti simili ma molto migliori, di fabbricazione cinese. Come nel caso delle parti di ricambio per le astronavi, nessuno dei nostri è ancora riuscito a capire come abbiano fatto i cinesi ad avere riproduzioni così dettagliate da sembrare più extraterrestri loro di noi.

In ogni caso, accettate l’invito solo se muniti di precauzioni per orecchie (i volumi delle combinazioni di suono che loro chiamano musica sono oltre la soglia di sopportazione dell’A.H.I.A. – Associazione Hyperspaziale Immissioni Acustiche) e soprattutto se dotati di corazze per gli apparati digestivi. Molte creature dell’universo mappato non sopravviverebbero alle quantità di alcool e di altre sostanze definite da loro commestibili che in un solo pasto ininterrotto di circa 4 ore gli Uomo ingurgitano. Neanche certi terrestri a onor del vero, ma loro considerano poi le cure mediche e i funerali un incentivo all’economia locale. Se vi state domandando se sono allora contenti di ammalarsi e morire, la risposta è “sì”.

La combinazione alcol+cibo smodato+botti+musica+urla di compiacimento trova il culmine quando sui grandi schermi che ipnotizzano gli indigeni appare il terrestre denominato Carloconti. Con parole pronunciate a caso e un conto alla rovescia usato anche in ambito missilistico, il suddetto si rivolge in tono amichevole al pubblico come se lo conoscesse. Alcuni terrestri sono convinti -a ragione – che l’essere Carloconti, immutato da generazioni, sia solo un ologramma riproposto di anno in anno. Ai terrestri, dopotutto, non interessa la novità, a loro basta la certezza che a ogni giro di Terra intorno a Sole si possa essere sicuri di bere, mangiare, sparare botti e spaventare a morte gli altri esseri viventi. Anche con Carloconti.

Grüezi!

Stefano Paolo Giussani per malacopia