Terrestri: istruzioni per l’uso – Fiesta!

(Le feste sulla Terra non sono una festa per la Terra)

Malacopia_Terrestri_Giussani.copAi terrestri piace festeggiare. Non chiedete loro perché, ma troveranno sempre un motivo per riunirsi e fare feste. Nel caso probabile foste invitati, ricordate di travestirvi da Uomo. Nella versione maschile di Uomo potreste incontrare qualche difficoltà iniziale nella conversazione, se invece optaste per la versione femminile di Uomo (Donna), è quasi certo che tutti cercheranno di scambiare da subito qualche parola con voi. Qualcuno cercherà di scambiare anche altro, non sempre usando la bocca. Non avendo dimestichezza con la telepatia, i terrestri comunicano infatti quasi con ogni parte del corpo. Quale, dipende dal grado di confidenza che deciderete di concedere. Non raccontate nulla delle vostre esperienze interplanetarie prima di aver trascorso almeno un’ora alla festa. Dopo tale tempo sarete certi che il tasso alcolico degli invitati, e probabilmente il vostro, renderà credibile qualsiasi racconto. C’è anzi il concreto rischio che la vostra storia sarà una delle più realistiche perfino per i terrestri che non hanno mai lasciato la propria tribùnazione.

Alle feste terrestri si balla, si canta, si parla di cose completamente inutili, ci si finge contenti di vedere persone che poi non si rivedrà fino alla festa successiva, si ascolta musica a livelli dannosi per la maggior parte degli apparati uditivi biologici, si consumano sostanze di vario genere non sempre commestibili anche se poi vengono introdotte via bocca o attraverso altri orifizi di cui Uomo è dotato.

A volte neppure i diretti interessati che organizzano la festa conoscono il motivo dei festeggiamenti. Il problema è che appena uno mette piede nell’area interessata, ogni considerazione sul tema del risparmio, del riciclo e della responsabilità per l’ambiente pare accantonata. I terrestri in festa, infatti, producono montagne di rifiuti di polimeri e cellulosa che usano una volta sola e poi buttano subito. Buttano i contenitori di cibo solido (piatti), buttano i contenitori di liquidi (bicchieri se sono piccoli e bottiglie se sono più grandi), buttano i pezzi di carta ricavata da vegetali (tovaglioli) con i quali si sono solo sfiorati la loro bocca principale. Buttano anche il cibo. Il materiale vegetale e animale coltivato e allevato a costi ingenti per il pianeta è inspiegabilmente gettato, al punto che con gli scarti di una sola festa di Uomo-che-mangia-molto si potrebbero sfamare molti nelle terre degli Uomo-poco.

Un altro motivo di spreco sono i regali. Si portano quasi ad ogni festa e costituiscono la terza voce di spreco subito dopo il cibo e i contenitori. L’oggetto regalato è quasi sempre inutile e comunque accantonato dopo breve tempo. È presentato mascherato in molta carta e nastri, dotazioni che sono subito buttate nel cumulo dei rifiuti. Il motivo del nascondere il regalo è quello di generare un effetto sorpresa. Nessuno si sorprende però per lo spreco che la sorpresa richiede e normalmente nessuno è neanche sorpreso dalla sorpresa. Non stupitevi per eventuali affermazioni di entusiasmo che dovesse generare il regalo, ai terrestri riescono bene ma sono generalmente false. Un trucco molto in voga tra gli Uomo è quello di chiedere ad amici e parenti del/dei festeggiati cosa desideri in regalo. È un po’ meno sorpresa e, almeno in questi casi, ci sono maggiori garanzie che l’oggetto non finisca nel cassonetto entro breve, ma entro un periodo un po’ più lungo. Il festeggiato impiega infatti qualche tempo a rendersi conto che il regalo non gli serviva affatto ed era solo un capriccio.

Qui di seguito qualche tipologia di festa in ordine di stranezza, per aiutarvi a capire cosa aspettarvi nel caso foste invitati.

Nozze

È il genere di festa più strano. Due esemplari di Uomo che si sentono affini (definiti sposi) decidono di vivere assieme ma avvertendo un pressante bisogno di dirlo agli altri organizzano una festa abbandonandosi alle spese più bizzarre. L’atteggiamento terrestre nei confronti delle nozze varia radicalmente tra chi è già stato sposo e chi invece non lo è ancora stato. Questi ultimi tendono a vedere tutto bellissimo e sono una risicata minoranza. I primi sono molto critici e affermano di non voler più ripetere l’esperienza ritenendola molto pericolosa per il proprio sistema nervoso e soprattutto seriamente dannosa per la futura esistenza.

Per tutti gli invitati è d’obbligo ignorare la futilità della circostanza fingendo divertimento e partecipazione. Le usanze specifiche variano a seconda della tribùnazione in cui vi trovate. Uno degli aspetti più difficilmente comprensibili per una mente razionale è che gli individui protagonisti possono avere stesso colore di pelle, stesso colore di pelo, stesse abitudini, stessi gusti, ma non possono essere dello stesso sesso, almeno nella maggior parte delle tribùnazioni. Così alcuni Uomo fingono feste per unirsi con gli Uomo femmina, salvo poi frequentare intimamente altri Uomo maschi appena finita la festa. A volte anche durante la festa.

Nei casi di nozze tra esemplari di sesso diverso, è l’esemplare femmina a decidere tutto. Ci hanno segnalato casi in cui l’esemplare maschio ha provato a contraddire Donna, scatenando lotte su tutti gli argomenti relativi alla festa. Il contrasto diventa ingestibile per tutti i presenti nei casi in cui interviene un fenomeno di disturbo conosciuto col nome di suocera. Si tratta di un Uomo femmina abbastanza anziano che obbietta ogni cosa detta, fatta o pensata da altri.

Per le nozze è previsto il regalo ma con una formula diversa dalle altre feste: non lo scelgono gli invitati per gli sposi ma sono gli invitati che vanno a un indirizzo indicato dagli sposi e comprano una cosa scelta in precedenza dagli sposi stessi. Questo è l’unico caso in cui non è lo sposo ad accorgersi dei cattivi gusti dell’invitato, ma l’invitato che si rende conto dei pessimi gusti degli sposi ed è purtroppo costretto ad assecondarli.

Le nozze non sono da confondersi con le feste in costume, nonostante l’abbigliamento di certi Uomo o certi Donna possa lasciarlo intendere. I primi sono soliti togliere dai loro magazzini per indumenti (armadi) oggetti con un marcato odore di sostanze nocive agli insetti. Gli Donna sono invece soliti indossare abiti nuovi con tessuti che potreste aver già visto utilizzati per coprire divani o schermare finestre. In limitati casi, alcuni Donna particolarmente grassi e vestiti in modo molto colorato sono confondibili con fioriere, vi invitiamo dunque a prestare attenzione a non rosicchiarli credendoli vegetali.

Al Donna che si sposa piace molto interpretare almeno per un giorno il ruolo della principessa, soprattutto quando per il resto degli altri giorni è più vicino nella scala gerarchica terrestre alla sguattera. I Donna sono anche soliti indossare calzature che sono classificabili come scarpe solo per il fatto che si trovano alle estremità delle due gambe di cui sono dotati. Anche loro, come gli Uomo maschi, hanno solo due piedi, ma appena entrano in un negozio di scarpe si comportano come se ne avessero molte di più. Sia per l’esemplare sposa che per gli altri invitati femmina, la comodità è solo un dettaglio trascurabile. Così l’aspetto delle scarpe da nozze è molto più simile a uno strumento pensato per contrastare dolorosamente la gravità terrestre o per sottoporre il piede a una tortura scaricando tutto la propria gravità nei primi centimetri di carne. Spesso a entrambe le cose.

Sia per gli organizzatori che per gli invitati, il tema dell’impressionare gli altri è molto più importante di ogni altro aspetto, compreso il condividere la poco comprensibile gioia dei due sposi che hanno organizzato il tutto.

Agli sposi, nel giorno della festa, piace in particolare:

  • programmare portate di cibo in numero e quantità tali da riempire la cambusa di una nave spaziale diretta ai Sistemi Esterni anche se poi non ne utilizzeranno che una minima parte;

  • scegliere luoghi bellissimi per la cerimonia mentre trascorreranno il resto della loro vita in grandi alveari di cemento e vetro dove saranno riconoscibili solo per una targhetta col loro nome appiccicato a uno strumento di comunicazione preistorico chiamato citofono;

  • vestirsi con abiti che non potrebbero mai permettersi per costo e scomodità e che infatti non indosseranno mai più;

  • farsi riprendere in foto e film con cui obbligheranno poi gli invitati a ricordare i momenti della festa. Per darvi un metro di paragone sappiate che, al confronto, la degustazione poetica dei Vogon è considerata roba da dilettanti;

  • spostarsi con veicoli molto ingombranti e che consumano uno sproposito;

  • donare ad ogni invitato un ricordo chiamato bomboniera che viene quasi subito eliminato dall’invitato stesso. La complessità dell’oggetto, il cui reale utilizzo è spesso oscuro perfino agli sposi che lo hanno scelto, lo rende nella maggior parte dei casi irriciclabile.

Se vi state domandando perché ai terrestri piaccia tanto vivere esperienze che poi nella vita normale non potranno mai permettersi, sappiate che li stiamo studiando anche per quello.

…Grüezi a voi!

Stefano Paolo Giussani per malacopia

About the Author:

Da Monza. Ha fatto (anche) le medie e ci sono prove che non ne sia ancora uscito. Scrive ed è in regola coi sacramenti terrestri. Inspiegabilmente, gli hanno dedicato una voce su wikipedia (it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Paolo_Giussani) sulla quale si avvale della facoltà di non rispondere. Cammina molto, pedala assai e si premura di differenziare tutto, ma morirà schiacciato da un meteorifiuto indifferenziato alieno.

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