[LA REGINA PECCA]

Il boudoir della reginaI sette vizi capitali sono una salvezza. E non voglio essere affatto redenta.

1) SUPERBIA: Essere superba, ma solo con me stessa. Il male femminile del secolo non è l’isteria, ma la mancanza di autostima: il punto non è entrare in competizione con gli altri, quanto il non sentirsi mai abbastanza per se stesse. È alla propria sicurezza che, spesso, bisognerebbe mettere un bel tacco15. Con plateau.

2) AVARIZIA: Essere più avara nei pensieri e negli atti, e più avveduta: donare di tutto e di più, ma con i tempi giusti, i modi giusti e, in prima istanza generale, donare prima a noi stesse invece che occuparci a capofitto del malcapitato di turno- come solo noi donne sappiamo fare, in quell’esercizio reiterato di stile che è fare la crocerossina. Se sono arrivati fin qui senza di noi, possono anche restare un fine settimana da soli, mentre noi andiamo al mare con le nostre amiche: la suocera sarà felicissima, così come l’amante e gli amici, che gozzoviglieranno sul vostro divano. La felicità è condivisione: i maschi sopravvivono (inspiegabilmente, sia chiaro) anche senza di noi, le nostre amiche no. Ecco.

3) LUSSURIA: Che il piacere sessuale sia fine a se stesso o, al limite, a quello del proprio partner. Giorni fa un mio conoscente- il quale ha ancora, incredibilmente, la testa attaccata al proprio collo- si struggeva per la morte mensile dei miei ovociti, in caduta libera ormai dopo i 30 anni. Dall’alto del mio metro e settantatre senza corona mi considero innanzitutto una portatrice sana di clitoride e, poi, ANCHE di utero. E se mai dovessi avere una figlia le insegnerò che fare l’amore (da sola o insieme ad altri poco importa) non è mai peccato mentre, se dovessi avere un figlio, gli dirò di tenersi lontano da quelle che fingono l’orgasmo. Non saper godere della vita significa non saper vivere, figuriamoci dare la vita.

4) INVIDIA: Sia messo agli atti: che l’invidia sia concessa solo per quella lì che ha trentasette di piede e ha trovato quel paio di Manolo in svendita. E per Cenerentola. E per Pretty Woman. Punto.

5) GOLA: Godere appieno della bellezza dei carboidrati. E di quella bottiglia di vino. E pure del dessert. A 60 anni saremo in menopausa, tutte più o meno grasse, tutte più o meno diabetiche. Se proprio vogliamo fare qualcosa per noi stesse senza sentirci caloricamente in colpa, possiamo decidere di andare a correre quell’attimo prima di iniziare a fracassare le gonadi al nostro compagno che, impunito, non ha saputo scegliere quale tra le millemila opzioni avrebbe creato meno morti e feriti alla nostra domanda “Ma sono ingrassata?”. Signore mie, se proprio volete proteggere la vostra gola, compratevi un bel foulard di seta, ma mangiate, per carità. E mangiate bene.

6) IRA: Preservare quell’ira furibonda che ci rende altere e bellissime, che ci permette di difenderci dalle brutture del mondo e dall’ennesima bugia che il nostro istinto- che è una scienza esatta- ci dice essere tale. Però ricordiamoci che un conto è l’ira dei giusti, un conto un perenne stato premestruale. Per quest’ultimo non ci sono santi che tengano, nè pene accessorie in grado di redimerci. Figuriamoci dei peni.

7) ACCIDIA: Eccole là, sedute sugli allori. Vi siete sposate, magari con un uomo, magari con una professione. Vi sentite arrivate e guardate tutte le altre, quelle lì che poverine sono ancora sotto di voi, ancora in cerca dell’Arca Perduta (leggasi “se stesse”), senza nemmeno avere affianco uno straccio di Indiana Jones,  mentre voi siete diventate professoresse ordinarie di “Lezioni di Vita”. Fateci un favore: non tediateci col vostro buon esempio, perché altrimenti ci toccherà cacciare le vostre foto dall’annuario scolastico, e per quanto vostro marito vi abbia comprato un armadio immenso, certi scheletri sono sempre troppo grandi. Ma, soprattutto, fatevi un favore: non accontentatevi mai, non trastullatevi nella vostra comfort zone; mettetevi quel pantalone maculato e take a walk on your wild side. Anche perché, a forza di stare troppo sedute vi viene la cellulite.

C’è un solo peccato da cui tenersi davvero lontane: avere delle aspettative. Peccate molto, peccate bene ma non aspettatevi che qualcuno pecchi alla vostra altezza, nè che qualcuno vi redima; il tempo impiegato a giudicare se stessi o gli altri impiegatelo per lasciarvi stupire: restare a bocca aperta può essere incredibilmente sorprendente, mie care.

La Regina

Martina Del Castello per malacopia