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Nata e cresciuta in Veneto, dalla finestra di casa mia si vedeva il monte Grappa. Nei weekend la gente andava a farci il picnic e mio padre da ciclista amatore lo “scalava” sulle due ruote. Ovvio che ho metabolizzato il concetto di montagna fatto di salite tremende e tanta roccia. Noi avevamo le Alpi, addirittura le Dolomiti, uniche al mondo.

Poi sono venuta a Bologna. Un po’ per forza, se volevo camminare mi dovevo arrangiare con quel che c’è, ossia gli Appennini. “Fratelli sfigati”, “più dolci”, “montagna di serie B”,quanti luoghi comuni intorno a questi illustri sconosciuti!

Proprio per far scoprire questa realtà geografica la Regione Emilia Romagna ha finanziato il progetto dell’Alta Via dei Parchi, presentato in Sala Borsa, martedì 2 luglio, insieme allo scrittore Enrico Brizzi, il quale con la bottega bolognese di Articolture sta girando un documentario su questo cammino. Si tratta di un itinerario che si snoda dall’Appennino Parmense (Berceto) fino al Casentino romagnolo (Monte Carpegna) per 500 km, 27 tappe, frequenti dislivelli di 1000 metri in salita e in discesa, 2 parchi nazionali, sul limes tra varie regioni: Emilia Romagna, Toscana, Marche. Si parte infatti dal Passo della Cisa, parlando per metà toscano, e si arriva a vedere da vicino l’Adriatico, con una varietà di scenari – dal punto di vista geologico, botanico, faunistico ma anche e soprattutto storico, produttivo e “umano” – inimmaginabili. L’aggettivo non è a caso: sto pensando ai colori delle faggete casentinesi d’autunno, all’aumento della presenza della selvaggina data dall’abbandono delle aree agricole – cinghiali e soprattutto caprioli – che accrescono l’ira dei pochi contadini rimasti, alla bellezza del paesaggio architettonico – ponti a schiena d’asino, eremi e monasteri, mete di pellegrinaggio – e alla ricchissima storia umana che l’Appennino ci racconta – zona di partigiani, quindi linea gotica, la medievale via francigena, mestieri scomparsi, i carbonai, i raccoglitori di pinoli. Al di là della poesia, un vero patrimonio da sfruttare anche turisticamente, in modo “sostenibile”, per rilanciare l’economia delle aree interessate.Paesaggio-autunnale-da-Mont

Il progetto è ambizioso, ma pare che la Regione Emilia Romagna ci creda, visto che ha stanziato un milione e mezzo di euro per la promozione, attraverso la segnalazione delle strutture ricettive presenti e dei mezzi pubblici di collegamento, la manutenzione della sentieristica, la segnaletica e la cartografia. In fin dei conti, perché no? Cosa ha di meno in termini di potenzialità questo percorso escursionistico rispetto a un pellegrinaggio di Santiago o a un Sudtirolo?

Anzi, dico io. Sono stata di recente in Alto Adige dopo parecchi anni e mi pareva di vivere la Disneyland del trekking. Sono partita da Sesto dove c’è il famoso campeggio a cinque stelle con la Spa e sono arrivata sopra le Cime di Lavaredo andando comodamente a fare pipì nelle toilette dei numerosi rifugi sulla strada. I sentieri sono come la Bologna di Lucio Dalla, non si perderebbe neanche un bambino, e pure un po’ tonto visto che sono segnati come in autostrada. Mancavano i nanetti verdi che incitavano: “segui la linea gialla”, e poi diventavo la Dorothy del Mago di Oz con la sua strada dorata davanti. Non che voglio arrampicarmi sulla pista nera a mo’ di capra e morire nel mio ideale del wilderness ma mi sono sentita un po’ troppo “accompagnata con i sottotitoli” nell’esperienza dell’escursione. Era già tutto pronto e fatto, ci avevano pensato altri per me. Non eravamo dalle parti del pacchetto villaggio vacanze all-inclusive, però non c’era niente da scoprire.laverna-2

L’Appennino mi piace perché, ancora, lo posso scrivere io. Mi guardo intorno alla presentazione e vedo gente di 50-60 anni che sono lì per tradizione e per eredità, perché sono stati portati in Appennino dai genitori quando erano piccoli. E mi dispiace per i tanti, di età diversa, che non ci sono, perché pensano che “la vera montagna” è da un’altra parte, quando invece è letteralmente dietro l’angolo.

Nicole Pilotto

…for malacopia

teaser del documentario di Brizzi: